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Visualizzazione dei post da 2025

Beato lui

Nel 2025 non c’è competizione: la mostra di Beato Angelico a Firenze, divisa in due sedi, è l’unica visione che conta. Chiude a gennaio, come le rivelazioni. Elsa Morante, nel 1970 in un breve saggio sull’Angelico, lo dice senza pietà: agli artisti chiediamo la stessa carità dei santi — rispondere alle nostre domande più disperate. Solo pochi promettono davvero una risposta. Sono gli affreschi luminosi dell’Angelico il punto di svolta per la pittura tonale di Mark Rothko a velature sovrapposte. È sepolto a Roma, nella chiesa con l’elefante davanti nei pressi del Pantheon. A Orvieto, nella Cappella di San Brizio, Luca Signorelli si ritrae accanto a Fra Angelico.  

Strategie oblique (use an old idea)

Chissà per quali ‘strategie oblique’ come suggeriva Brian Eno mi sono imbattuto in “Polvere” una delle più belle canzoni di Enrico Ruggeri chiaramente influenzato dalla cosiddetta “new wave” stile ‘Ultravox’ e che poi mi ha trascinato ancora più indietro nel tempo quindi a “Contessa” ("chi sei tu c-c-contessa?!") e da lì alla caserma di Bergamo dove c’era con noi Renato Abate in arte ‘Garbo’ che era quello di "A Berlino… va bene". Vabbè  

Just like a dolphin, like dolphins can swim

La lezione di nuoto, dopo un’ora di fitta conversazione tra il bambino seduto a bordo vasca coi piedi in ammollo e l’istruttore accovacciato accanto, non è mai iniziata. A noi ci buttavano in acqua e vabbè, nuoto ancora oggi.      Gli Aristogatti (Romeo a lezione di nuoto), 1970

In morte di D.S.

  Qualcosa di Heiner Müller, Filottete mi pare, e Diego me lo ricordo sempre così giovane e forte figlio di Achille e coi capelli impiastricciati color platino Filottete, costume per Neottolemo, regia Pierpaolo Sepe (1999)

Basta una pozzanghera (cit.)

  Jonathan Wateridge - Night Swim (2019)

Brutal(1) [brutalONE, per gli amici]

  - Perché l’architettura? - Nessuna cosa è spiegabile di per se stessa: c’è una migliore descrizione di un cubo rispetto a quella della sua costruzione? Nonostante il titolo è poca l’architettura che si vede in “The brutalist” di Brady Corbet. E che peccato sia così deludente il risultato di un film “ispirato” all’architetto e designer ungherese esponente del Bauhaus Marcel Breuer, interpretato da Adrien Brody con il nome di László Tóth che invece è stato il “martellatore” - negli anni ‘70 - della “Pietà Vaticana” di Michelangelo. Più di tre ore di film per un simbolismo da studente di liceo a partire dalla statua della Libertà capovolta allo stupro del padrone/mecenate ai danni dell’artista nella cava dei marmi di Carrara fino a un didascalico spiegone dei progetti a una Biennale Architettura. C’è da rimpiangere “La fonte meravigliosa” di King Vidor con Gary Cooper che almeno un po’ di Frank Lloyd Wright lo faceva vedere. E per il mal di vivere ci sono le ossessioni di Peter Gree...

Fuori fuoco, ma commosso

Anche se ormai viviamo solo attraversando inquadrature altrui, ringrazio davvero tutti per gli auguri. (Fuori fuoco, ma commosso.)

me & eiai