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Visualizzazione dei post con l'etichetta Architettura

béton brut (II)

Sono nato praticamente tra piazza Bologna e viale XXI aprile - che poi è la zona dove abito ora - ma sono cresciuto in un quartiere che è difficile da definire oggi compreso com'è tra Portonaccio e Pietralata, zona est di Roma sulla via Tiburtina e ho frequentato le scuole elementari in quelle vie dette INA Casa, dal nome dei costruttori. Insomma lì, proprio difronte al mitico “Tiburtino IV” progettato nel 1949 dagli architetti Ludovico Quaroni e Mario Ridolfi è stata costruita una chiesa in puro stile ‘brutalista’ nella seconda metà degli anni ’60 da un altro maestro dell’arrchitettura italiana, scomparso in questi giorni, Saverio Busiri Vici: una specie di astronave in cemento armato atterrata su via dei Crispolti e conosciuta da molti di noi come sala prove per il teatro sottostante. Saverio Busiri Vici - interno della Chiesa della Visitazione, 1965/1971

béton brut (I)

Leggo che il Whitney Museum of American Art di New York, progettato dal mitico architetto Marcel Breuer importante esponente dell’altrettanto mitico Bauhaus, è stato acquistato da una potentissima casa d’arte. L’edificio è un modello del cosiddetto ‘brutalismo’ ovvero, per farla breve, parti in cemento a-vista: un notevole esempio in Italia, a Roma in particolare, è qui a due passi da dove abito, sulla via Nomentana. Piero Sartogo - Sede Ordine dei Medici della Provincia di Roma, 1966-71

amare l'architettura (II)

La panchina per senzatetto progettata da Stefano Boeri (Milano Fuorisalone 2022) e che ne dimostra l’uso nelle foto in serie prevede un tettuccio e braccioli poggia-testa. E’ un’idea di ‘inclusività’ come si usa dire oggi più che un vero e proprio modulo da realizzare nella pratica. Quando vedo cose così penso a Gio Ponti, a quel suo dattiloscritto e ai suoi contenuti che titolava ‘amate l’architettura’

via stevenson

E’ sempre un piacere vedere gli studenti di Architettura fare sopralluoghi e documentazione fotografica tra gli edifici, dove peraltro abito, progettati dall’architetto Mario De Renzi e realizzati tra 1931 e il 1937, conosciuti come “Palazzi Federici” e come location del film di Ettore Scola “Una giornata particolare” del 1977. Peccato per il cortile interno utilizzato come parcheggio selvaggio.

amare l'architettura (I)

Ogni volta che vado al Mausoleo delle Fosse Ardeatine entro come fossi uno studente con ancora a mente le parole del professore di architettura e ogni volta che lo vedo rimane per me un monumento insuperabile, nato quasi nell’immediato, il bando del concorso è del settembre 1944 quindi a guerra in corso, vinto ex-aequo da due gruppi di architetti (quello di Mario Fiorentino e quello di Giuseppe Perugini) con l’apporto di due scultori uno per i bronzi delle cancellate (Mirko Basaldella) l’altro per il gruppo scultoreo in travertino (Francesco Coccia). E’ vietato fotografare i sacelli del Sacrario quindi ho provveduto a cancellare i nomi eventualmente visibili. Il luogo vale sempre una visita.