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la leggenda del pontormo

“Pontormo o la leggenda di Pontormo?” dice Mario Luzi in un ritratto dell’artista da vecchio che approfondisce gli ultimi due anni di vita del pittore accuratamente annotati in un diario si può dire ‘minimalista’, poche righe al giorno su diete alimentari, problemi di salute e i lenti progressi sul lavoro visto che sono otto anni che lavora in una chiesa ad un ‘Giudizio Universale’, abbattuto nel ‘700, committenti la famiglia dei Medici, opera stupefacente che completò il suo allievo Bronzino. Arnold Hauser nella consigliatissima “Storia sociale dell’arte” che ai tempi del liceo artistico era da leggersi in parallelo con il libro di testo ‘ufficiale’ ovvero la "Storia dell’Arte Italiana" - nei vari volumi a salire a seconda dell’anno scolastico - di Giulio Carlo Argan (per chi non lo sapesse o ricordasse è stato anche sindaco di Roma) poco si sofferma sui singoli artisti ma a proposito di Pontormo dice che “soffre di gravi depressioni e con gli anni diventa sempre più misantr