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Visualizzazione dei post con l'etichetta Cinema

Brutal(1) [brutalONE, per gli amici]

  - Perché l’architettura? - Nessuna cosa è spiegabile di per se stessa: c’è una migliore descrizione di un cubo rispetto a quella della sua costruzione? Nonostante il titolo è poca l’architettura che si vede in “The brutalist” di Brady Corbet. E che peccato sia così deludente il risultato di un film “ispirato” all’architetto e designer ungherese esponente del Bauhaus Marcel Breuer, interpretato da Adrien Brody con il nome di László Tóth che invece è stato il “martellatore” - negli anni ‘70 - della “Pietà Vaticana” di Michelangelo. Più di tre ore di film per un simbolismo da studente di liceo a partire dalla statua della Libertà capovolta allo stupro del padrone/mecenate ai danni dell’artista nella cava dei marmi di Carrara fino a un didascalico spiegone dei progetti a una Biennale Architettura. C’è da rimpiangere “La fonte meravigliosa” di King Vidor con Gary Cooper che almeno un po’ di Frank Lloyd Wright lo faceva vedere. E per il mal di vivere ci sono le ossessioni di Peter Gree...

il blu elettrico

Ogni volta che vedo qualcosa di Nicolas Winding Refns che ormai si firma “by NWR” come uno stilista del prêt-à-porter tipo H&M mi viene in mente: “Blue, blue, electric blue That’s the colour of my room Where I will live Blue, blue” canzone del 1977 dal testo autobiografico dove David Bowie chiuso in una stanza blu è in attesa di una qualche ispirazione ovvero il dono improvviso di un suono o di una visione (Sound & Vision dall'album Low). Certo le immagini sono accurate e stavolta si è pure dato una ‘certa velocità’ anche nei dialoghi a differenza della precedente serie ‘Too Old to Die Young’. In qualche modo mi cattura sempre, comunque non la consiglio . Nicolas Winding Refns - Copenhagen Cowboy, 2023

vita brevis, ars longa

Quali sono le tre cose da salvare dalla casa in fiamme? Ho risposto: l’album da disegno, il disco degli AC/DC e il gatto Groucho. Il gatto è morto, il disco l’ho prestato e non l’ho più rivisto, ma l’album è ancora qui: l’arte è per sempre. Vasilis Katsoupis - Inside, 2023

il ciclo delle ninfee

Nell’ultimo film “On the rocks” (come sempre bellissimo) di Sofia Coppola, il padre (Bill Murray) mercante d’arte, porta la figlia (Rashida Jones) scrittrice, in casa di una collezionista sua cliente per mostrale, di nascosto, un quadro di Monet (originale) con le ninfee tema di tantissime opere del pittore francese, oltre 250 opere.

dormire, forse sognare

“Perché realizzare un'opera quando è così bello sognarla soltanto?” Pier Paolo Pasolini (nel ruolo dell'allievo di Giotto) - Decameron (“L'allievo di Giotto aspetta la giusta ispirazione”), 1971